Industrial IoT e AI: come stanno evolvendo le infrastrutture produttive italiane

L’Industrial IoT ormai non è più un progetto sperimentale confinato a poche realtà manifatturiere strutturate e con maggiore maturità digitale. Oggi rappresenta uno dei principali motori della trasformazione industriale italiana, spinto dalla crescente necessità di raccogliere dati in tempo reale, migliorare l’efficienza operativa e integrare AI, automazione e connettività all’interno dei processi produttivi.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato IoT italiano ha raggiunto i 10,9 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Ma il dato forse più significativo riguarda l’adozione concreta nelle aziende: il 71% delle grandi imprese industriali italiane ha già implementato almeno un progetto Industrial IoT, mentre  il 73% prevede nuovi investimenti nei prossimi anni. Tra le PMI, invece, il 59% delle aziende ha già avviato iniziative Industrial IoT, mentre il 64% prevede di sviluppare nuovi progetti nei prossimi anni.

All’interno di questo scenario, la Smart Factory supera 1,16 miliardi di euro e continua a crescere grazie alla diffusione di tecnologie Industrial IoT, AI e sistemi di produzione sempre più interconnessi. Segnali che raccontano un cambiamento ormai strutturale, destinato a ridefinire non soltanto la produzione, ma anche il modo in cui le aziende progettano infrastrutture, gestiscono i dati e mettono in sicurezza ambienti sempre più connessi.

Industrial IoT: AI e nuove reti stanno ridisegnando la Smart Factory

La crescita dell’Industrial IoT in Italia non si sta giocando più soltanto sull’aumento dei dispositivi connessi o sull’automazione dei processi produttivi. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il vero cambio di paradigma riguarda l’evoluzione dell’intero ecosistema industriale, sempre più orientato verso integrazione tra AI, connettività distribuita, gestione avanzata dei dati e nuovi modelli infrastrutturali.

Uno dei trend più rilevanti evidenziati dalla ricerca riguarda l’ingresso sempre più concreto dell’Intelligenza Artificiale nei processi industriali. L’Industrial IoT non viene più utilizzato soltanto per raccogliere dati o monitorare impianti, ma sempre più spesso per alimentare modelli predittivi, analisi automatiche e capacità decisionali distribuite. Secondo l’Osservatorio, il 30% delle grandi imprese utilizza già soluzioni di Industrial AI, mentre oltre metà delle grandi aziende e un terzo delle PMI sta lavorando all’integrazione tra AI e IoT o intende farlo entro un anno. Il focus quindi non è più semplicemente sulla connessione degli oggetti, ma sulla capacità di trasformare i dati industriali in azioni operative, insight e automazioni intelligenti.

Parallelamente, sta cambiando anche il paradigma della connettività industriale. La ricerca evidenzia infatti una crescita molto forte delle applicazioni IoT su reti alternative rispetto alle tradizionali reti cellulari: oggi rappresentano il 61% del mercato IoT italiano e crescono del 16% annuo. In particolare aumentano le applicazioni basate su Wi-Fi industriale, Bluetooth e tecnologie LPWA come LoRaWAN, NB-IoT e Sigfox. Questo trend racconta un’evoluzione molto importante: le aziende stanno progressivamente adottando modelli di connettività più flessibili, distribuiti e adattabili ai differenti contesti produttivi, soprattutto negli ambienti industriali dove copertura, consumi energetici, continuità operativa e scalabilità rappresentano fattori critici.

Accanto alla crescita delle reti alternative, emergono anche nuove tecnologie abilitative destinate a influenzare l’evoluzione dell’Industrial IoT nei prossimi anni. L’Osservatorio sottolinea in particolare il ruolo delle Non-Terrestrial Networks (NTN), tecnologie che integrano il 5G con la connettività satellitare tramite satelliti Low Earth Orbit secondo standard 3GPP. Una direzione che potrebbe ampliare significativamente le possibilità di connessione di impianti, infrastrutture e asset industriali distribuiti anche in aree difficilmente raggiungibili dalle reti tradizionali, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture terrestri e aprendo nuovi scenari per la continuità operativa e la gestione remota degli ambienti industriali.

La ricerca evidenzia inoltre come la crescita dell’Industrial IoT continui a essere fortemente influenzata dagli incentivi legati ai Piani Transizione 4.0 e 5.0. Nel 2025 sono stati erogati rispettivamente 2,2 e 2,75 miliardi di euro, contribuendo ad accelerare l’adozione di tecnologie digitali avanzate nelle imprese manifatturiere.

Longwave per gli ambienti produttivi: rete, sicurezza e servizi gestiti

L’Industrial IoT sta ridefinendo il perimetro dell’industria moderna, trasformandola in un ambiente dove sistemi IT, reti OT e piattaforme di intelligenza artificiale convivono all’interno della stessa infrastruttura operativa. La crescita dei dispositivi connessi aumenta il volume e la varietà dei flussi informativi, con un impatto diretto sulla complessità dei processi produttivi e sulla necessità di governarli in modo coerente e sicuro. La rete diventa quindi sempre più il livello su cui si gioca la continuità operativa, perché determina la qualità dello scambio dati tra sistemi, la disponibilità delle informazioni e la capacità di reagire in tempo reale.

Longwave affronta questa complessità attraverso soluzioni di Industrial Networking pensate per rendere governabili ambienti produttivi sempre più distribuiti. Le architetture integrate di rete e cybersecurity permettono di mettere in comunicazione sistemi IT e OT garantendo segmentazione, visibilità e controllo dei flussi, così da sostenere contesti industriali in cui affidabilità e sicurezza devono convivere con la scalabilità delle infrastrutture. A questo livello si affianca un approccio di system integration che consente di connettere impianti, piattaforme e applicazioni industriali in un ecosistema coerente, riducendo la frammentazione tecnologica e migliorando la continuità dei processi.

La gestione di questi ambienti richiede però anche un presidio continuo, che va oltre la fase progettuale e di implementazione. I servizi gestiti di Longwave con l’implementazione della suite LION® entrano proprio in questa dimensione, supportando le aziende nel monitoraggio, nella manutenzione e nell’evoluzione delle infrastrutture industriali nel tempo, con l’obiettivo di garantire stabilità operativa, sicurezza e performance costanti anche in contesti complessi e in continua trasformazione.

L’evoluzione verso modelli data-driven rende l’edge computing un elemento sempre più rilevante, soprattutto quando le applicazioni di intelligenza artificiale richiedono dati elaborati vicino alla fonte per garantire tempi di risposta adeguati ai processi industriali. Le soluzioni Longwave si estendono anche a questo livello, abilitando architetture in cui raccolta, elaborazione e protezione dei dati avvengono in modo distribuito, mantenendo continuità tra campo operativo, rete e sistemi centrali.

Fonte: www.osservatori.net/internet-of-things/

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