NIS2 nel 2026: le scadenze da segnare in agenda (e come arrivarci preparati)

Dopo un 2025 segnato da registrazioni iniziali, notifiche preliminari e una prima fase di adeguamento, il 2026 segna, per le aziende soggette alla normativa NIS2, l’ingresso nell’operatività vera e propria. Prepararsi in anticipo significa conoscere le scadenze e gli adempimenti necessari, implementando processi e strumenti ad hoc e adottando una cultura interna orientata alla normativa, quale elemento fondamentale nella gestione quotidiana dell’azienda. Approfondiamo in questo articolo tutti i passaggi che non puoi perdere di vista nel nuovo anno e suggerimenti pratici per garantire la compliance e la resilienza digitale aziendale.

 

Gennaio 2026 NIS2 — Riapertura del portale ACN e notifica incidenti

Gennaio è il mese zero per la NIS2: dal 1 gennaio 2026 la piattaforma dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha riaperto le registrazioni. Questo significa che le nuove organizzazioni che diventano soggette alla normativa devono effettuare la prima registrazione ufficiale, mentre quelle già incluse nel perimetro NIS nel 2025 sono tenute a rinnovare l’iscrizione effettuata lo scorso anno

La registrazione comporta la dichiarazione della propria appartenenza al perimetro NIS2, l’individuazione dei servizi essenziali o importanti e l’assunzione esplicita di responsabilità verso ACN e CSIRT Italia. Dal punto di vista normativo, è il passaggio che rende l’azienda pienamente tracciabile e verificabile.

Lo stesso rinnovo non è solo un adempimento formale, perché richiede di verificare e aggiornare i dati trasmessi, confermare o modificare la classificazione come soggetto essenziale o importante e aggiornare eventuali variazioni organizzative, tecnologiche o di governance intervenute nel corso dell’anno precedente. Si tratta di uno step di primaria importanza, perché eventuali informazioni non aggiornate possono compromettere la corretta gestione delle notifiche. 

Oltre alla registrazione, dal 1° gennaio 2026 sono diventate operative alcune delle principali responsabilità previste dalla direttiva, su tutte l’obbligo di notifica degli incidenti. Le aziende devono essere in grado di rilevare tempestivamente un evento significativo e attivare un flusso strutturato di comunicazione verso il CSIRT Italia. La normativa prevede una scansione temporale precisa: una pre-notifica entro 24 ore dalla consapevolezza dell’incidente, una notifica completa entro 72 ore con le informazioni disponibili e, successivamente, una relazione finale entro 30 giorni o aggiornamenti periodici nei casi più complessi.

 

Obbligo di notifica – come arrivare preparati

Per rispettare l’obbligo di notifica degli incidenti previsto dalla NIS2 non basta sapere cosa dice la norma: è necessario avere un processo operativo che funzioni concretamente, già provato e governato. Un processo che permetta di riconoscere rapidamente un incidente significativo e di attivare la notifica nei tempi richiesti, senza dover improvvisare mentre l’emergenza è in corso.

La preparazione inizia da una diagnosi realistica della propria organizzazione. Serve capire quali asset e servizi sono davvero critici, come sono collegati tra loro e quali scenari di rischio possono trasformarsi in un incidente significativo.

A questo punto diventa fondamentale aver già costituito un Incident Management Team con ruoli e responsabilità chiari: personale tecnico, ma anche figure legali, comunicazione e continuità operativa.  Quando il tempo stringe, sapere chi decide e chi agisce fa la differenza tra una gestione ordinata e una reazione confusa. È necessario saper rispondere a priori a queste domande: Chi stabilisce se un incidente è notificabile? Chi raccoglie le informazioni tecniche? Chi valida il contenuto della notifica? Chi è autorizzato a inviarla al CSIRT? .

Infine, tutto questo si regge sulla capacità di accorgersi in tempo che qualcosa non va. I sistemi di monitoraggio e rilevamento devono essere affidabili, con logging centralizzato e strumenti di detection adeguati: se l’incidente viene scoperto troppo tardi, rispettare le scadenze di notifica diventa un problema a prescindere dalla qualità delle procedure. La NIS2, da questo punto di vista, richiede consapevolezza operativa prima ancora che adempimenti formali.

 

Roadmap NIS2: ottobre altra deadline importante!

Tra febbraio e settembre 2026, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) pubblicherà le linee guida NIS2 specifiche per settore, uno strumento fondamentale per trasformare la compliance da obbligo normativo a processo operativo efficace.

Le linee guida non saranno documenti generici: saranno pratiche, concrete e settoriali, pensate per adattare i requisiti della Direttiva alle reali esigenze operative di ogni tipologia di organizzazione. Le aziende sapranno quindi esattamente quali misure prioritarie adottare, evitando implementazioni eccessive o insufficienti.

Tutto questo è fondamentale e propedeutico alla scadenza del 31 ottobre, da segnare in rosso sul calendario. Entro questa data tutte le misure di base previste dalla NIS2 devono essere implementate e operative. Che cosa significa “misure di base” nella NIS2?

Secondo la determinazione ACN 164179/2025, queste misure si articolano in cinque ambiti chiave: governance e risk management, protezione tecnica dei sistemi, incident response e continuità operativa, gestione della supply chain, formazione e monitoraggio.

 

Governance e risk management

Stabilisce chi decide cosa, chi interviene in caso di incidente e come vengono gestiti i rischi: ruoli e responsabilità devono essere chiari, documentati e attivi. Azioni concrete includono:

  • mappatura dei servizi essenziali o importanti e valutazione della criticità con relativi impatti;
  • definizione delle procedure per la gestione del rischio, aggiornate periodicamente;
  • audit interni per verificare la corretta applicazione delle policy.

Protezione tecnica dei sistemi

Copre tutte le misure tecniche per difendere sistemi IT e OT, per realizzare una barriera solida, capace di ridurre la superficie di attacco e facilitare il rilevamento rapido di incidenti. Alcune implementazioni:

  • gestione costante di patch e aggiornamenti di sicurezza;
  • controllo degli accessi e privilegi minimi per utenti e applicazioni;
  • segmentazione delle reti critiche e monitoraggio continuo di anomalie;
  • sicurezza di applicazioni cloud e SaaS, comprese le configurazioni di accesso e backup.

Incident response e continuità operativa

Traduce la NIS2 in azioni reali: rispondere rapidamente agli incidenti e continuare a garantire i servizi critici. Qui entrano in gioco:

  • Piani di incident response documentati, con ruoli e responsabilità chiaramente definiti;
  • Procedure di escalation interna e comunicazione con ACN/CSIRT;
  • Simulazioni periodiche e test dei piani per allenare il team;
  • Aggiornamento dei piani di continuità operativa e disaster recovery.

Gestione della supply chain

La sicurezza NIS2 non si limita all’interno dell’azienda: è un ecosistema esteso che include tutti gli attori coinvolti nei servizi essenziali. La gestione della supply chain implica:

  • Identificazione e classificazione dei fornitori critici dal punto di vista cyber;
  • Inserimento requisiti minimi di sicurezza nei contratti con partner e vendor;
  • Monitoraggio periodico dello stato di sicurezza dei fornitori e realizzazione audit mirati.

Formazione e monitoraggio

Una cultura della sicurezza attiva, dove il personale diventa parte integrante della resilienza aziendale, assicura che le misure non restino statiche. Per questo serve implementare:

  • formazione continua del personale su phishing, policy interne e gestione incidenti;
  • monitoraggio costante di indicatori chiave di rischio;
  • registrazione e tracciamento degli incidenti minori per alimentare un processo di miglioramento continuo.

 

Oltre ottobre 2026: misure a lungo termine

Il 31 ottobre 2026 non è la fine del percorso: definisce la fine della prima fase delle misure di sicurezza di base. Da ottobre 2026 in avanti, inizierà la definizione delle misure a lungo termine, più avanzate e con maggiore perimetro e potrebbero essere inclusi nuovi obblighi.

Questo significa che l’adeguamento alla NIS2 è un processo evolutivo: anticipare le attività non solo aiuta a rispettare le scadenze, ma crea un vantaggio competitivo sul fronte della fiducia di clienti e partner. Tutto sta nel cominciare subito!

 

FAQ – NIS2 2026: scadenze, obblighi e compliance

Perché il 2026 è un anno cruciale per la NIS2?

Il 2026 segna l’ingresso della NIS2 nella piena operatività: diventano obbligatori la registrazione (o il rinnovo) sul portale ACN, la notifica degli incidenti di sicurezza e l’implementazione concreta delle misure di base entro il 31 ottobre. Da questo momento la compliance non è più teorica, ma quotidiana.

Quali aziende devono rispettare la NIS2 nel 2026?

Devono adeguarsi le organizzazioni classificate come soggetti essenziali o importanti, operanti in settori critici e con un ruolo rilevante nella continuità dei servizi. L’obbligo dipende da settore, dimensione e impatto dei servizi erogati, non solo dal numero di dipendenti.

Quali sono i tempi di notifica degli incidenti previsti dalla NIS2?

La NIS2 prevede:

  • una pre-notifica entro 24 ore dalla consapevolezza dell’incidente,
  • una notifica completa entro 72 ore,
  • una relazione finale entro 30 giorni o aggiornamenti progressivi nei casi complessi.

Cosa deve essere pronto entro il 31 ottobre 2026?

Entro il 31 ottobre 2026 devono essere implementate e operative le misure di sicurezza di base, che riguardano governance e gestione del rischio, protezione tecnica dei sistemi, risposta agli incidenti e continuità operativa, sicurezza della supply chain, formazione e monitoraggio continuo.

La NIS2 è un adempimento una tantum?

No. La NIS2 definisce un percorso evolutivo: dopo le misure di base, dal 2026 in avanti verranno introdotte misure a lungo termine e ulteriori requisiti. Adeguarsi in anticipo significa costruire una resilienza digitale duratura, non limitarsi a rispettare una scadenza.

 

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